Terapia Neuromotoria

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Riabilitazione e Terapia Neuropsicomotoria

La psicomotricità considera l’attività motoria in quanto influenzata dai processi psichici. L’educazione psicomotoria incomincia nei primi mesi di vita stimolando il bambino ad adeguare i movimenti alla realtà, favorendo, attraverso il progressivo miglioramento dei movimenti, il passaggio dalla attività incoordinata e afinalizzata delle prime fasi della vita alla motilità volontaria, coordinata e finalizzata (sviluppo neuromotorio). Nell’adulto, il modo di muoversi esprime la tipologia e il suo modo di stare al mondo, che si rileva nel camminare, nel compiere azioni motorie, nella gestualità e nella percezione di sé. Anche nell’anziano, quando i movimenti si fanno incerti e stereotipati, l’educazione psicomotoria consente di mantenere un adeguato rapporto con il mondo e per tanto di conservare un valido concetto di sé. L’educazione psicomotoria è utile anche nel trattamento di persone con deficit fisici, intellettivi e neurologici in quanto, attraverso un migliore controllo del proprio corpo in sé e in rapporto con l’ambiente, si può raggiungere un comportamento generale più adeguato e uno sviluppo delle funzioni psichiche per la riduzione del disagio e degli stati d’ansia che accompagnano sempre un insicuro rapporto con il mondo e una deficitaria padronanza del proprio corpo. Il termine psicomotricita’, trae le sue origini dalla necessità di riaffermare l’unitarietà di psiche e corpo nella persona umana, di sottolineare il legame che unisce la motricità alla vita psichica e mentale di ogni individuo; non vi è alcun atteggiamento mentale che non sia accompagnato da un vissuto corporeo (motivazione-ideazione-azione). Questa “tecnica” si pone come un’educazione e/o rieducazione a mediazione corporea che tende a ristabilire, rassicurare, ampliare, integrare ed adattare la persona al mondo esterno. Le manifestazioni del corpo quali postura, atteggiamento, voce, sguardo, movimento etc.., sono i veicoli attraverso cui si instaurano la comunicazione e la relazione con l’altro, la graduale presa di coscienza dei messaggi che passano attraverso il linguaggio verbale e del non verbale. L’intervento terapeutico e/o educativo deve presupporre un processo che coinvolge l’individuo nella sua unità psico/fisico-funzionale-relazionale-affettiva, una rieducazione dei linguaggi che favoriscono la comunicazione con se stessi, con l’altro e con il mondo che ci circonda. La neuropsicomotricità è una disciplina educativa, rieducativa e terapeutica, è una forma d’intervento riabilitativo che mira a riorganizzare il giusto equilibrio tra le funzioni motorie, neuropsicomotorie, affettive, cognitive e neuropsicologiche, tramite l’utilizzazione privilegiata dell’attività motoria, utilizzando schemi e progetti neuromotori come atti mentali e come strumenti cognitivi e metacognitivi. Il neuropsicomotricista ha il compito di rassicurare il paziente ed aiutarlo nel prendere fiducia nelle sue capacità d’azione e di affermazione, lo accompagna a trovare o ritrovare le esperienze possibili e piacevoli proprie del movimento e a condividerle con gli altri; in questo modo la persona potrà strutturare o ristrutturare un’immagine di sé reale e un’identità positiva. La terapia è quindi rivolta ai bambini, agli adulti e alle persone anziane, in sedute individuali o di gruppo, per problemi motori, neurologici, psichici, relazionali e di comunicazione in tutte le sue forme.

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